IKDC - International Knee Ligament Standard Evaluation Form


La IKDC rappresenta un adeguato sistema di valutazione oggettiva e soggettiva degli outcome del trattamento delle lesioni legamentose del ginocchio. Con l'IKDC gli autori vantano la certezza che un basso punteggio in un'area della valutazione globale del ginocchio non possa essere celato da buon risultato medio nelle altre aree indagate. Questa scala è stata proposta dalla International Knee Documentation Commitee (comprendente i maggiori rappresentanti dell'American Orthopedic Society of Sports Medicine, AOSSM,e dell'European Society of Sports Traumatology, Knee Surgery and Arthroscopy, ESSKA). Le aree esaminate sono quattro: valutazione soggettiva, sintomi, articolarità ed esame clinico dell'apparato legamentoso. A queste ne vengono aggiunte altre riguardanti l'esame delle immagini radiologiche, la valutazione funzionale e la ricerca di segni compartimentali. La valutazione anatomica include l'analisi dei sintomi, del range del movimento e della stabilità. Gli outcome in termini di limitazioni funzionali sperimentate dai soggetti sono stimate solamente in due items. Infatti ai pazienti viene chiesto di descrivere la funzionalità del loro ginocchio e il loro livello globale d'attività come normale, quasi normale, anormale o severamente anormale. Un'accurata analisi di questa scala, rivela che l'esame del range di movimento e la valutazione soggettiva del paziente influenzano solo per l'8% il punteggio finale dell'IKDC. Ciò indica che tutte e quattro le categorie indagate sono fattori importanti nel determinare la valutazione finale dell'IKDC, ma quest'ultima sembra dipendere maggiormente dai sintomi e dalla lassità. Prendendo ispirazione dalla Tegner Activity Scale, gli Autori hanno previsto la registrazione del più alto livello di attività senza la presenza di alcun sintomo nel periodo pre e post traumatico, e dopo il trattamento chirurgico al follow up valutativo, in modo da poter distinguere i risultati ottenuti tra diverse tipologie di pazienti (seden-tario o sportivo). Il livello di attività viene distinto in pesante (salti, torsioni, cambi di direzione), moderato (lavoro manuale pesante, sci, tennis), leggero (lavoro manuale leggero, jogging, corsa) o sedentario (lavori di casa, attività della vita quotidiana). L'IKDC Standard Knee Evaluation Form è stata pubblicata da Hefti et al. nel 1993 e rivisitata nel 1994. Questo sistema si caratterizza per la mancanza di un punteggio finale numerico complessivo, e per una valutazione clinica per aree, per ognuna delle quali viene dato un giudizio clinico: normale (A), quasi normale (B), anormale (C) o gravemente anormale (D). Il punteggio utilizzato è molto rigoroso, dal momento che il peggior punteggio per ciascuna delle otto dimensioni ne determina la valutazione per quel gruppo, e il punteggio più basso globalmente registrato in ciascun item stabilisce la valutazione finale dell'IKDC. Ad esempio, se tutti gli item ricevono un punteggio che è normale o quasi normale, tranne il Lachman test, che risulta essere positivo, la valutazione finale globale risulterà essere anormale (Irrgang et al.,1998a). Il punteggio finale dell'IKDC dipende dalla struttura e dalla funzione del ginocchio, così come dal livello funzionale globale del paziente.

La IKDC è una scala schematica, anche se completa e altamente specialistica, poiché i termini utilizzati sono estremamente rigorosi, per evitare confusione nelle espressioni e per garantirne un'omogeneità di compilazione. Grazie alle modalità utilizzate per calcolare il punteggio, l'IKDC evita di esprimere un punteggio soddisfacente, quando continua a persistere un problema importante. Per di più questa scala ha il vantaggio di distinguere le differenze negli outcome tra coloro che esprimono un giudizio anormale o severamente anormale e tra quelli che sono classificati come quasi normali o normali (Irrgang et al., 1998b). E' dotata di validità interna ed è certamente utile nel riportare gli outcome in seguito alla ricostruzione del L.C.A..E' necessario precisare che le misure delle variabili cliniche (stabilità articolare, ROM e valutazione compartimentale dell'IKDC) non riflettono necessariamente i risultati clinici e funzionali (punteggio IKDC, Lysholm, Tegner, one legged hop test for distance) (Eriksson et al., 2001; Ropke et al., 2001; Sernert et al., 1999). La IKDC valuta anche la performance funzionale attraverso il single legged hop test for distance. Esiste un'evidente correlazione tra il recupero della forza muscolare del quadricipite e il test (Hopper et al., 2002; Fitzgerald et al., 2001; Ageberg et al., 1998), anche se non sono da escludere specifici fattori che ne influenzano il risultato finale (problemi riguardanti le articolazioni prossimali e distali, alterazione della propriocezione articolare, lassità legamentosa, etc.) (Fitzgerald et al., 2001). Un'aumentata lassità anteriore e una più precaria propriocezione predicono in modo significativo una ridotta lunghezza del salto, anche se la funzione muscolare può compensare considerevolmente tali impedimenti (Roberts et al., 2007). Il test viene eseguito prima con l'arto sano e prevede che il paziente, rimanendo in appoggio su una gamba, salti il più lontano possibile atterrando sullo stesso arto. Non devono essere posti limiti ai movimenti delle braccia e, per essere ritenuto valido, la posizione di atterraggio deve essere mantenuta per almeno tre secondi. La performance viene annullata nel caso in cui l'arto controlaterale tocchi terra e/o la posizione non possa essere mantenuta, in tal caso il soggetto viene semplicemente invitato a ripetere il salto. Ogni test viene eseguito tre volte bilateralmente, registrando la media della distanza percorsa. Per tener conto della simmetria delle misurazioni tra i due arti, la media della distanza percorsa dall'arto compromesso deve, quindi, essere divisa per quella dell'arto sano e il risultato moltiplicato per 100, ritenendo nei limiti di norma un risultato superiore o uguale all'85%.