Le membrane per la rigenerazione cartilaginea


La tecnica AMIC (Autologous Matrix Induced Chondrogenesis) è indicata nel trattamento di lesioni focali della cartilagine articolare, in particolare a carico del ginocchio. La tecnica sfrutta l'azione combinata del potenziale rigenerativo delle cellule staminali mesenchimali presenti nell'osso subcondrale e delle peculiari proprietà di una membrana in collagene porcino. La tecnica AMIC standard prevede una prima fase artroscopica in cui viene completamente rimossa tutta la cartilagine malacica; successivamente viene praticato un accesso mini-invasivo attraverso il quale, dopo aver praticato alcune microfratture nell'osso subcondrale, viene posizionata la membrana collagenica sul difetto, fissandola con colla di fibrina. In questo modo il coagulo midollare richiamato dalle microfratture, contenente cellule staminali e fattori di crescita, viene stabilizzato e mantenuto nella sede della lesione dalla membrana, fornendo così un ambiente idoneo per la rigenerazione di nuovo tessuto cartilagineo. Le cellule mesenchimali che fuoriescono dall'osso spongioso si legano infatti alla matrice che le trattiene vicino al difetto durante tutto il processo di guarigione. La colla di fibrina utilizzata per far aderire la membrana al difetto facilita la migrazione delle cellule mesenchimali attraverso la matrice stessa e promuove il loro differenziamento in senso condrocitario.

Indicazioni alla tecnica AMIC

  • - Età compresa tra i 16 e i 55 anni
  • - Dimensioni del difetto tra i 2 e gli 8 cm 2
  • - 1-2 difetti della cartilagine di grado III o IV di Outerbridge

Cartilagine circostante intatta e normale

Le principali controindicazioni sono malattie sistemiche, immunologiche o infezioni del ginocchio incluse l'osteoartrosi e l'artrite reumatoide, emofilia A/B e allergia al collagene. E' anche sconsigliato l'uso in pazienti con ginocchio instabile, privi di menisco totale e disallineamento degli assi. Tuttavia la tecnica AMIC è eseguibile in associazione a procedure di stabilizzazione dell'articolazione e riallineamento degli assi.

Tecnica AMIC con applicazione del concentrato midollare

Da tempo si attribuisce alle cellule staminali presenti nel midollo osseo una potenzialità rigenerativa. L'idea di arricchire una matrice con elementi cellulari in grado di promuovere la rigenerazione tissutale non è nuova. Tuttavia le strategie fino ad ora effettuate prevedono una fase di crescita delle cellule in coltura, che aumenta notevolmente la manipolazione delle cellule e dunque i fattori di rischio e le variabili biologiche legate all'isolamento e al differenziamento delle cellule in vitro. Inoltre, in particolare per quanto riguarda le MSC di origine midollare, non sono ancora state stabilite e standardizzate le condizioni di coltura ottimali per indurne la condrogenesi in vitro. La tecnica AMIC standard evita i processi di prelievo e coltivazione delle cellule, avvalendosi delle microfratture dell'osso subcondrale per richiamare le MSC nel sito del difetto. Un aspetto che non va però sottovalutato riguarda la bassa concentrazione di MSC presente nel midollo osseo: sebbene le microfratture della regione subcondrale permettano l'arrivo di sangue midollare, le cellule mesenchimali effettivamente richiamate sono in numero esiguo e legato ad un'alta variabilità interindividuale. Vi sono inoltre in commercio sistemi che permetteno attraverso un breve processo di centrifugazione eseguito direttamente in sala operatoria, di concentrare la popolazione mononucleata a partire da una piccola quantità di aspirato midollare del paziente. La tecnica AMIC, associata all'utilizzo del concentrato midollare arricchito in cellule mononucleate, tra cui le mesenchimali in grado di differenziare verso la liena condorgenica, potrebbe favorire una più rapida rigenerazione del difetto cartilagineo, riducendo dunque anche i tempi di recupero.