La tendinite della zampa d'oca


È un affezione comune, e non sempre riconosciuta dai medici in sede diagnostica. Colpisce di solito:

  1. gli sportivi
  2. le donne di mezza età
  3. i soggetti in sovrappeso
  4. i soggetti con ginocchia valghe o tendenti al valgismo

Definizione

Tendinite della zampa d'oca

La borsite anserina con tendinite della zampa d'oca causa dolori al lato interno del ginocchio e si accompagna spesso a panniculite locale (malattia dello stracchino) nelle donne con problemi di sovrappeso nel periodo climaterico (storicamente inteso come periodo della vita umana in cui cadono mutamenti organici fisiologicamente pericolosi: pre-menopausa, menopausa). Il dolore sembra essere determinato dalla irritazione dei tendini dei muscoli gracile, sartorio, e semitendinoso, che contribuiscono a formare la zampa d'oca, e della borsa mucosa frapposta tra questi tendini e il condilo tibiale, per il ripetuto sfregamento di questi e del tendine del muscolo semimembranoso contro il condilo mediale del femore.

Anatomia

M.sartorio
É un muscolo superficiale situato nella regione anteriore della coscia. Origina dalla spina iliaca anteriore superiore e le sue fibre si dirigono obliquamente verso il basso fino a raggiungere la tuberosità tibiale. Biarticolare e nastriforme, si inserisce sulla tibia tramite un tendine comune ai muscoli gracile e semitendinoso che, a causa della forma, prende il nome di zampa d'oca.
M.gracile
É un muscolo biarticolare, appiattito e nastriforme che occupa la porzione mediale della coscia. È ricoperto dalla fascia femorale ed è posto in profondità rispetto ai muscoli adduttore lungo e grande . Origina nei pressi della sinfisi pubica in corrispondenza della faccia anteriore della branca ischiopubica. Si inserisce sulla faccia mediale della tibia ed il suo tendine distale, insieme a quelli del muscolo semitendinoso e sartorio, costituisce la zampa d'oca superficiale.
M.semitendinoso
É un muscolo superficiale situato nella parte postero mediale della coscia. E' carnoso nella sua parte superiore e tendineo in quella inferiore. Origina dalla tuberosità ischiatica con un tendine comune al capo lungo del bicipite femorale e termina sul lato mediale della tibia. Distalmente unisce il suo tendine anteriormente con quello del sartorio e lateralmente con quello del gracile, costituendo la zampa d'oca superficiale
M.semimembranoso
É costituito nel suo terzo superiore da una larga lamina tendinea. È posto in profondità rispetto al muscolo semitendinoso ed origina dalla tuberosità ischiatica ( lateralmente e prossimalmente all'origine del bicipite femorale e del semitendinoso ). Il suo tendine di origine si divide sotto il legamento collaterale tibiale in tre fasci che terminano su tibia, femore, e menisco mediale. La prima parte (discendente) si dirige in avanti per inserirsi sulla parte posteriore del condilo mediale della tibia. La seconda parte del tendine (ricorrente) risalendo verso il condilo laterale del femore forma il legamento popliteo. La terza parte (anteriore) si irradia nella parte anteriore del condilo mediale della tibia (tendine riflesso). Questa suddivisione in tre parti dell'inserzione può essere nominata zampa d'oca profonda.

Sintomi

Provoca con frequenza dolore notturno, che è più caratteristico che non la semplice dolorabilità locale. Lo stiramento dei tendini è aggravato dal valgismo del ginocchio e dall'eccesso di peso. All'esame obiettivo, a parte la dolorabilità e talora il dolore di fine corsa provocato dalla estensione del ginocchio, non vi sono segni di patologia dell'articolazione. Si osservano:

  • assenza di ballottamento
  • assennza di impastamento
  • stabilità anteroposteriore e lateromediale del ginocchio del tutto normali

Diagnosi osteopatica

La semeiotica pura rappresenta un ottimo metodo diagnostico, non invasivo ma molto delucidante:

  • Osserevazione nei diversi piani dello spazioni da stazione eretta e da decubito supino
  • Osservazione delle mobilità fisiologica
  • Osservazione della pelle alla ricera di possibili anomalie indicizzanti

L'esame palpatorio si basa sul'analisi della temperatura cutanea, sulla valutazione della mobilità anatomica, sulla presenza eventuale di edema superficiale, sul dolore provocato dalla pressione locale a livello della zampa d'oca e sul rilievo, non sempre costante di una leggera tumefazione duro-elastica all'altezza della faccia interna del condilo tibiale mediale. La ricerca del “punto trigger” richiede l'esame comparativo delle 2 ginocchia perchè soprattutto nelle doonne è frequentissima, nelle medesima sede, la presenza di zone innoque di lipoalgia. Solitamente la RX non rileva alterazioni morfologiche del ginocchio, se non quelle legate alla normale involuzione senile. L'ecografia può, invece, svelare la tumefazione della borsa mucosa, identificare i legamento collaterale interno ed i tendini della zampa d'oca (facilmente palpabili da mani esperte), i quali possono mostrare le consuete alterazioni:

  • ridotta ecogenicità
  • aumento del diametro per edema.

Diagnosi funzionale differenziale

Si effettua in relazione alle altre cause di periartrite articolare del ginocchio. Non di rado vengono riscontrati dolori localizzati, e zone di dolorabilità alla pressione intorno al ginocchio in sedi diverse dalla zampa d'oca. Spesso queste sono proiezioni dolorose da patologia intrinseca del ginocchio, soprattutto gonartrosi, o esiti di traumi come la malattia di Pellegrini Stieda (calcificazione del ligamento collaterale laterale). Spesso derivano da occasionali stiramenti dei legamenti collaterali esterno, o interno, o di altri elementi della capsula articolare.

Trattamento

Il trattamento comincia, innanzitutto, con un periodo di riposo, e con relativa astenzione dalle attività quotidiane potenzialmente lesive. Altrettanto importante risulta essere la riduzione, eventuale, del peso corporeo. L'uso di calzature adeguate (con l'avampiede leggermente più basso del del calcagno) deve essere sempre consigliato. La terapia, non farmacologica, consiste nel:

  • drenare manualmente la zona interessata con un alavoro di pompage articolare
  • Decompattare l'articolazione con trattamenti miotansivi sulle regioni muscolari interessate (tutta la catena posteriore dai flessori delle dita agli IPT
  • Trattamento miotensivo ed ischemico del m. tensore della fascia late (spesso corresponsabile di atteggiamenti in valgismo del ginocchio)
  • Intervento diretto, a mezzo delle tecniche sopraelencate, sull'inserzione della “zampa d'oca

Trattamento conservativo

Risulta fondamentele, dopo il trattamento terapeutico, un lavoro conservativo, teso alla prevenzione di recidive, da effettuare in palestra sotto la supervisione di un trainer esperto, coadiuvato dalle indicazioni fornitegli dal terapeuta. Tendenzialmente tale lavoro dovrebbe consistere in:

  1. lavoro propriocettivo
  2. stretching delle catene muscolari interessate (specificatamente quella
  3. Mobilizzazione, oltre che del ginocchio, delle tibio-tarsica
  4. Rieducazione alla corretta deambulazione con correzione delle fisiologica distribuzione dei carichi a mezzo, oltre che dei programmi sopraelencati, di un lavoro muscolare mirato (a volte anche asimmetrico)
L'ausilio di mezzi diagnostici propri della posturologia può essere utile ad individuare eventuali carenze di ordine posturale e meccanico. Carenze da colmare, nella medesima sede, onde scongiurare il rinnovarvi dell'evento doloroso.